Non chiedere chiesto lo stato di emergenza per i Campi Flegrei è una scelta inaccettabile.
Quasi 4.000 persone sono fuori casa. Oltre 1.600 nuclei familiari sono stati sgomberati. Migliaia di cittadini dormono lontano dalle proprie abitazioni e attendono risposte.
Davanti a una condizione simile, non assumere una decisione non è prudenza istituzionale, significa voltare le spalle a chi vive una condizione molto difficile
Il ragionamento espresso da Fico è che lo stato di emergenza si apre e si chiude, mentre il bradisismo è permanente. Non lo condivido.
Lo stato di emergenza ha una durata limitata perché serve ad affrontare la fase più grave. Accelera verifiche e interventi. Rafforza l’assistenza consentendo ordinanze che riducono i passaggi burocratici.
La continuità del bradisismo rende necessaria anche una legge speciale. Non rende inutile l’emergenza.
Sui Campi Flegrei non bisogna scegliere. Servono entrambi gli strumenti. Lo stato di emergenza risponde alle necessità immediate. La legge speciale garantisce sicurezza, prevenzione e risorse.
Ad oggi il presidente della Regione non ha formalizzato la richiesta dello stato di emergenza. A mio avviso è un’iniziativa che dovrebbe assumere subito.
Le norme dedicate all’area flegrea esistono dal 2023. Il decreto approvato ad agosto ha stanziato altri 100 milioni di euro per la riparazione sismica delle abitazioni inagibili. Gli strumenti ci sono a serve la decisione di utilizzarli con la rapidità richiesta dalla situazione.
Tutte le forze politiche devono dichiararsi disponibili a lavorare sugli emendamenti al decreto e alla legge speciale. Senza pregiudiziali e senza bandiere. Il confronto, però, non sostituisce gli atti.
La Regione chieda subito lo stato di emergenza e lavori con il Governo e il Parlamento alla legge speciale. Sul bradisismo serve una risposta completa. Subito.