Consigliere Regionale

NICOLA CAPUTO ATTIVITA’ IN CONSIGLIO REGIONALE FINO AL 2014

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Nicola Caputo prima di essere eletto in Parlamento europeo è stato per due legislature Consigliere regionale della Campania. Anche in questo ruolo si è speso per i suoi cittadini e il suo territorio. Trà i più attivi dell’assemblea regionale può vantare un’intensa attività istituzionale, ricca di proposte di legge e interrogazioni consiliari.

Nel 2009 partecipa  all’iniziativa, ”Ferragosto in Carcere” e inizia così il suo impegno di denuncia  pubblica delle carenze, i disservizi e l’inumano sovraffollamento nelle carceri campane che lo porteranno, in un secondo momento, a battersi per la risoluzione delle problematiche degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

 

Convinto che sia necessario “incrementare gli strumenti di trasparenza della politica“ , nel 2010  riesce a far approvare in Campania, prima tra le Regioni italiane, la sua iniziativa di Legge sull’Anagrafe Pubblica degli Eletti,  una norma che impone all’Istituzione di rendere pubblici una serie di dati relativi agli eletti tra cui: redditi, consulenze, scelte e comportamenti politici nell’esercizio del mandato.

La sua azione si è sempre contraddistinta per la ricerca costante di spazi utili a riformare la Politica e la Pubblica Amministrazione, per la lotta agli sprechi e alla cattiva gestione, per un più efficace impiego dei Fondi europei.

 Con la Commissione Trasparenza, che guida dal 2010,  ha tenuto più di 400 audizioni, facendola balzare in cima alle più attive del Consiglio   Regionale.

 

Numerose le iniziative sulle tematiche socio-sanitarie, come l’indagine sul grado di servizio di Asl, Ospedali e Sistema Sanitario Penitenziario; sulle tematiche della gestione del ciclo integrato delle acque e del ciclo dei rifiuti; sulle tematiche care alla spending  review , con numerosi risultati in termini di disposizioni legislative concernenti la razionalizzazione dei fitti passivi, l’abolizione delle auto blu etc. In quest’ultimo ambito, ha avviato un Osservatorio permanente sulle Società partecipate e sugli Enti controllati, stimolando la Regione Campania a mettere in campo più efficaci procedure di controllo.

Sensibile alle istanze dei lavoratori e delle imprese, è in prima linea per la risoluzione di numerose vertenze che hanno coinvolto il sistema produttivo campano, incalzando le Istituzioni Regionali e Nazionali ad attivare strumenti più incisivi per  fermare il declino industriale.

In prima linea per le PMI, ha promosso l’adozione di strumenti di agevolazione per interventi mirati allo sviluppo, a una maggiore qualificazione della presenza dei prodotti campani sui mercati esteri e all’adozione di forme più moderne di controllo della qualità, soprattutto in ambito agroalimentare. Nel 2008, viene approvata la norma di sua iniziativa “Interventi in favore dei Confidi  tra le piccole e medie imprese operanti in Campania”, che ha l’obiettivo di rafforzare la consistenza patrimoniale dei Confidi e facilitare l’accesso al credito delle PMI.

Nicola Caputo ha, inoltre, affrontato i temi delle emergenze ambientali della regione, sollevando la questione della presenza di pericolose discariche, mettendo in discussione la compatibilità ambientale delle attività estrattive delle cave e, soprattutto, occupandosi dell’annosa questione della “Terra dei fuochi”. Si è battuto per l’istituzione del “Registro regionale dei Tumori” e per un più stringente controllo da parte degli Organi competenti, chiedendo la mappatura della aree inquinate e l’avvio di procedure per la certificazione dei prodotti agricoli campani. Tra l’altro, tra le sue proposte in Agricoltura si evidenzia quella sui distretti rurali e agroalimentari , che potrebbero disegnare una filiera degli interventi comunitari e regionali, più vicina alle identità locali. Ha posto come questione centrale della sua attività politica la difesa dell’acqua come bene pubblico, sollecitando una più razionale riorganizzazione del sistema idrico campano, onde meglio soddisfare le esigenze dei cittadini.

Da sempre convinto  che i beni culturali possano rappresentare un volano per l’economia, ha proposto modelli di sviluppo che consentano di amministrare i siti con logiche più imprenditoriali.  E’ stato tra i primi a denunciare lo stato di incuria della Reggia di Caserta, e fra i protagonisti del salvataggio e l’acquisizione del Real Sito di Carditello al patrimonio dello Stato, riuscendo già in precedenza, a far approvare una norma per l’istituzione di una Fondazione che ne possa curare il recupero e il rilancio.

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